Molloy
Il Secolo XIX

Una serie di scatti e di video ripresi con la tecnica dell’autoscatto per raccontare le atmosfere “sospese” di luoghi abbandonati e l’intervento a volte non proprio “migliorativo” dell’uomo sull’Ambiente. E’ l’opera di Giorgio Musinu, giovane fotografo genovese, classe 1990, vincitore di alcuni premi internazionali , in mostra al Palazzo Ducale di Genova

Molloy
Panorama di Novi

Le opere dell’artista genovese vogliono essere una benevola provocazione perché da un semplice indizio, lo spettatore diventi attore e dipani l’alone di mistero che avvolge la realtà, offrendone una personale lettura. E’ l’inseguimento di un’ossessione quella che anima la produzione di Giorgio Musinu che, pur essendo di carattere mite, intuitivo, creativo, schivo, ha tratto ispirazione dal cinematografo Kubrick e dalla lettura dei romanzi di Samuel Beckett.

Harmonĭa
Panorama di Novi

E’ l’identità umana nelle sue molteplici angolature e manifestazioni che incuriosisce il giovane fotografo e lo muove alla ricerca e alla produzione di nuovi scatti, capaci di catturare attimi significativi, atti ad esprimere in modo suggestivo quella speciale interazione tra le strutture erette dall’uomo e la natura. Giorgio Musinu cerca di esplorare quegli elementi che generano un dialogo tra paesaggio umano e paesaggio naturale. Ne consegue un universo simbolico che l’artista ripropone in una serie di opere fotografiche, stampate in un processo artigianale ai sali d’argento e un video girato su pellicola 8mm. L’autore propone una visione profonda ed essenziale.

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