Intervista a cura di Elena di Gesualdo

Stampa ai sali d’argento

 

Giorgio Musinu, ventottenne genovese ma residente a Stazzano, espone il proprio progetto fotografico “Harmonĭa”, a Cervia, nelle giornate di sabato 1 e domenica 2 settembre e dal 6 al 9 settembre, presso i Magazzini del Sale.

Il lavoro è stato realizzato durante la “residenza d’artista”, voluta dal CNA di Ravenna con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cervia.

E’ l’identità umana nelle sue molteplici angolature e manifestazioni che incuriosisce il giovane fotografo e lo muove alla ricerca e alla produzione di nuovi scatti, capaci di catturare attimi significativi, atti ad esprimere in modo suggestivo quella speciale interazione tra le strutture erette dall’uomo e la natura. Giorgio cerca di esplorare quegli elementi che generano un dialogo tra paesaggio umano e paesaggio naturale. Ne consegue un universo simbolico che l’artista ripropone in una serie di opere fotografiche, stampate in un processo artigianale ai sali d’argento e un video girato su pellicola 8mm. 

L’autore propone una visione profonda ed essenziale dei territori di Cervia con particolare attenzione al parco delle saline, individuato quale fattore di sostenibilità per la vita dell’uomo. 

Perché il titolo della mostra “Harmonĭa”?

E’ il termine che meglio qualifica il legame fortissimo che Cervia ha creato con i propri abitanti: le risorse naturali sono sopravvissute al “territorio edificato”. C’è una sorta di equilibrio naturale tra forme umane e forme della natura. Esiste, insomma, un’armonia che definirei “contrastante” tra forze operative dell’uomo e ricchezze ambientali, che sono valorizzate dal tempo.

Ricorre nelle tue produzioni artistiche il tema dell’ambiente: perché le saline in particolare, questa volta?

Dopo il periodo di residenza d’artista, a Cervia, ho realizzato “Armonia”, una serie fotografica che ricalca il legame tra l’uomo e il territorio che coesistono armoniosamente proprio nelle saline. L’ambiente evoca un fascino particolare: in pochi centimetri d’acqua sono concentrate grandi quantità di sale, flora e fauna resistono in condizioni estreme; fenicotteri, gabbiani e molte specie di uccelli popolano questo habitat speciale che non può non indurre a riflettere. Io, poi, veicolo questi messaggi con la fotografia.

Quali sono stati i tempi di progettazione e cosa ti ha ispirato?

Essendo una residenza d’artista, avevo già preparato una ricerca teorica sul territorio che includesse la sua storia e i suoi abitanti. Questa prima fase di progettazione richiede, almeno per me, più tempo della sua concreta realizzazione. A differenza dei miei progetti precedenti, ho cercato di evidenziare l’importanza del tempo che non deve essere occasione per l’uomo di espressione di violenza e potere ma di forza creatrice, capace di salvaguardare il bello.

Quale concetto hai di tempo? E come lo descriveresti nella fotografia che abbiamo pubblicato?

Il tempo fa da “garante” all’ambiente: trasforma ciò che inizialmente non era armonico con il paesaggio, con l’uomo e le esigenze sempre più prepotenti di quest’ultimo. Insomma, è proprio Kronos che genera un’“armonia indotta”. Al tempo, quindi, conferisco un valore importante: non degrada ma dà vita. Mi auguro che il tempo non deturpi questa perfetta espressione di un volto naturalmente umano: il tempo deve essere solo la condizione della loro coesistenza collaborativa.

Un traguardo dietro l’altro: da Singapore al Palazzo Ducale di Genova e ora perché proprio Cervia?

Cervia ha una storia interessante, è per eccellenza emblema di quell’armonia contrastante di cui parlavo prima: le saline, infatti, sono l’aspetto affascinante della città. Infatti, rappresentano un importante sostentamento economico per la popolazione ma sono le stesse che un tempo causarono malattie e morte presso gli abitanti, perché questo tipo di ambiente è sede prediletta dalle zanzare che determinavano la malaria. Papa Innocenzo XII spostò così Cervia sulla costa. 

Quale luogo migliore avrei potuto scegliere per riflettere insieme sull’essenziale rapporto uomo-natura?

Stampa ai sali d’argento

 

La fotografia che meglio motiva questa mostra?

L’opera che, a mio avviso, assimila il concetto che è l’imput della ricerca è la “strada che parte dalle basi”, iniziando dalle fondamenta di questa costruzione e sfociando verso una natura che l’accoglie e la ingloba in essa.

frame filmato – Super8

 

Che cosa distingue ed emerge, invece, nel video che hai realizzato su questo tema?

Il filmato girato con una classica cinepresa degli anni’ 70 in ripetizione ad inquadratura fissa è un omaggio alla terra che ci sostiene ogni giorno, eseguendo una performance artistica mi sono simbolicamente sdraiato respirando profondamente e con questo gesto rappresentare così il mondo che ininterrottamente non fa mancare il suo sostentamento.

Un breve cenno sul tu prossimo progetto….

Sto lavorando alla sceneggiatura per la realizzazione di un cortometraggio che affronta tematiche già trattate nel lavoro “Molloy”, andato in mostra al Palazzo Ducale di Genova.

Intervista a cura di
ELENA DI GESUALDO

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